Design(Radar
presentazione
Design(Radar nasce a cavallo tra il 2000 e il 2001 come spazio orizzontale per trasformarsi, a partire dal 2004/2005, sul modello di una rivista organizzando la struttura, comunque di semplice articolazione, tra redazione e collaboratori fissi, ai quali si aggiungono quotidianamente gli utenti con le loro proposte e i loro interventi.
Design(Radar vive sostanzialmente su due piani tra loro dialettici; il primo piano, quello più evidente ed accessibile, è quello del portale dove sono pubblicate notizie e recensioni legate al mondo della comunicazione e delle arti visive, ponendo attenzione sia alle produzione più underground che a quelle istituzionali, cercando di evidenziare, ove possibile, gli approcci più interdisciplinari. Il secondo piano riguarda il collettivo redazionale e il contributo costante che arriva da graphic designer, fotografi, illustratori, autori che con continuità importano contenuti, condividendoli.
Non un “portale di servizio”, non solo community (punto di incontro e confronto) ma anche e soprattutto network progettuale in relazione con altri nodi, con l’obiettivo di contribuire a diffondere cultura del progetto nel campo della comunicazione e delle arti visive.
Gruppo11
manifesto
Usiamo i mezzi (di comunicazione) ma stare nel mezzo (delle questioni) non porta da nessuna parte. Sappiamo da che arte stare. La nostra parte la stiamo già facendo. Siamo attivi nel campo tessile. Intrecciamo rapporti e relazioni. Maglie discussioni ragionamenti e siamo in tanti. Ci dividiamo. Prendiamo posizione. Velocità. Capacità. Tentativi. Opzioni. Eventualità. La dialettica al primo posto. Non è una scena della vita. È la vita vissuta nel momento stesso in cui i nostri strumenti sono sottratti al controllo. Non è una classica esposizione. Puntiamo sull’istante. Ogni gesto ogni colore ogni parola ogni suono ogni rumore prende forma nella sua attuazione. Quanti sono i presenti. A noi ne basta uno. Questo. Punto. Occupiamo i posti della cultura. Abbiate pazienza se qui non si chiede permesso si può. L’arte muore un giorno si e l’altro pure. Restiamo il tempo giusto. Non occupiamo per restare. Occupiamo per rilanciare. Per fare altrettanto altrove o altro ancora. Per produrre cose da toccare. È nella sintesi delle relazioni collettive che il concetto di network produce Gruppo 11. E viceversa. E Gruppo 11 non è un capro espiatorio. Gruppo 11 rivendica il contesto. E 11 è un numero. Non cercate ulteriori spiegazioni. Nel contesto i nomi smettono di avere importanza. Nel contesto non c’é una mostra o una canzone o uno scritto che sia scritto o semplicemente narrato. Questo è quanto. Arte nel presente. Spingiamo avanti comunicazione.
Breve nota sul Piccolo Network Contro la Guerra
L’esperienza del Piccolo Network non è circoscrivibile a Ciclostile né ai soggetti che fanno parte dell’Associazione. Ampio e variegato è stato infatti il contributo e tante le forme di collaborazione che si sono attivate tra il 2002 e il 2003 attorno a questo progetto collettivo. L’Associazione è frutto anche di questa iniziativa che, oggi, conclusasi, ci preme tenere a memoria come patrimonio da condividere e con cui confrontarsi.