Una serie di progetti di collaborazione tra creativi e visual/graphic designer, scrittori, musicisti, finalizzati alla realizzazione di narrazioni visuali dove la parte di scrittura vera e propria si intreccia di continuo con l’illustrazione e le immagini in movimento. Il progetto è aperto ai contributi di visual designer ed artisti della parola ed è strutturato per percorsi paralleli pronti a subire improvvise deviazioni ed intersezioni.
Procedendo da una traccia di testo, organizzato in suggestioni verbali e visive, ogni contributor è chiamato a lavorare a più mani scambiando suggerimenti e lavorazioni con gli altri partecipanti che sviluppano lo stesso segmento di storia. Pur vincolato di volta in volta ad un tema principale lo sviluppo del racconto vuole essere libero di esplorare percorsi, suggestioni ed intrecci destinati nel tempo a creare un mondo visuale organico ed articolato sul quale sia possibile innestare nuovi germogli di storie. Surrealtà, salti di spazio e tempo, slittamenti di stile, stratificazioni delle differenti sensibilità dei visual designer che partecipano sono il campo di ricerca che ci interessa esplorare. Metodi di progettazione collaborativa, tecniche e tecnologie di assemblaggio innovative saranno incoraggiati e sperimentati.
Il progetto è un continuo work in progress il cui risultato sarà visibile/leggibile su questo sito ed allo stesso tempo strutturato per essere esposto in installazioni “live media”.


CIRCOSTANZE (PER “ATTRAVERSAMENTI”)

CIRCO.STANZEProgettare come costruzione installativa di un processo in movimento di pensieri, supposizioni, ideazioni, metodi, linguaggi, percorsi che si stratificano e creano una comunicazione complessa, specchio della società odierna. Progettare in gruppo come determinazione di un tessuto di relazioni all’interno di un ambiente unico ed articolato, dove diversi spazi singolari messi in rapporto tra loro danno vita ad un intreccio continuo di significati e significanti, sensi e presenze visive.
“Circostanze” è la messa in opera di un ambiente complesso e multiforme, attraverso espedienti narrativi e linguaggi che vanno dalla fotografia alla tipografia, dal video all’illustrazione. Una serie di stanze all’interno dello stesso luogo, unitario ma stratificato, messe in collegamento attraverso piccole azioni di interazione, che porteranno i visitatori ad essere parte integrante del progetto, azionando e modificando i dispositivi della narrazione stessa.
Tre segmenti principali, che ruotano di senso e sostanza su tre snodi: percezione, manipolazione, riflessione. Tre circuiti definiti da strumenti, forme, colori e parole, paralleli e trasversali allo stesso tempo, nel momento in cui gli artifici, più o meno palesati, faranno intersecare in modo dinamico i tre piani tra loro.
Come si genera la consapevolezza di un oggetto nella realtà? Attraverso l’interpretazione degli stimoli che da esso provengono o mediante un procedimento intuitivo tra rielaborazione, modifica, trattamento? Esistono anche dei modelli di condizionamento che agiscono su comportamenti, idee, bisogni?  
Abbiamo individuato questo rapporto come ambito di indagine e proposta di attenzione per quanto concerne la comunicazione visiva, le relazioni che produce e mette in campo, i fili conduttori che muovono e sono mossi dagli attori che vi partecipano.
Siamo interessati non solo ad un’interpretazione passiva della semplice “immagine”, statica o all’interno di un movimento di frame che sia, ma vogliamo porre la tensione (l’attenzione) su ciò che la comunicazione visiva produce, verificando in tempo reale le risposte alle sollecitazioni pre-impostate, ai potenziali percorsi alternativi, fuori-norma e non codificati dal nostro registro installativo, innescati dalle persone che visiteranno “Circostanze”, e che vorranno uscire dalla “sceneggiatura scenica” da noi strutturata nell’organizzazione del progetto.
Abbiamo concentrato l’applicazione, nella versione specifica che presenteremo a Trevi  per Attraversamenti 07, sull’aspetto del volto umano. Diventeranno essi stessi atti di comunicazione, sotto varie forme e dimensioni. Un elemento quantomai scontato, ma proprio per questo e proprio perché, in ultima i/stanza, siamo interessati a capire il livello di riflessione che scaturisce tra le pieghe più o meno nascoste, tra i nessi e le connessioni, della comunicazione visiva. Nella loro messa in onda immediata. Una fune lungo le pareti. Un rebus da sciogliere.

In collaborazione con:
Marco Lorenzin, Annulla, Massimiliano Boschini.
Un ringraziamento a Roberto Paci Dalò per il supporto sonoro.

“Circostanze” verrà presentato in occasione di “Attraversamenti 07″, Festival che si terrà a Trevi (PG) e in altri Comuni dell’Umbria, dal 13 al16 Settembre 2007 con mostre, eventi, conversazioni, workshop, musica, feste e il primo mercato della grafica.

Materiali relativi al Festival
Cartolina (pdf)
Programma (pdf)

W: www.ministerodellagrafica.org

Verrà altresì installato durante l’edizione 2007 di Visionaria - International Video Festival di Siena, durante il mese di Dicembre.

W: www.visionaria.eu


NOWAR!PROJECT

NoWar!Project

Il tema del progetto è un chiaro e diretto “no alla guerra”. Perchè la guerra è a due passi, la guerra è anche quando non piovono bombe dall’alto ma si dispiega qui, a bassa intensità, nei quartieri, tra le case, tra le persone, nei tessuti, tra le relazioni. La guerra distrugge e modifica. La guerra è funzionale. La guerra è guerreggiata, anche quando non si ci sono eserciti contrapposti ma solo sopraffazione. Occupazione di terre altrui. Liberano il petrolio, loro. La guerra è nella sua attuazione. La guerra è tutti i giorni. Nel 1999 lanciavano uranio impoverito mentre gli occhi della gente fissavano curiosi gli aerei in partenza. Oggi distribuiscono fosforo bianco come fosse pane e controllano che qui la loro patologica crisi non vada fuori controllo. Il controllo. Parola chiave. E la paura imposta, come strumento di controllo. E l’ordine come imposizione. La guerra divide. Il controllo è preventivo. La guerra uccide. Il controllo qui significa guerra non lontano da qui. Sulla distanza il riflesso gioca le sue carte. Una mano sulla bocca. Una mano sulle mappe.

In collaborazione con:

Lava (a034 e Bruno Dorella) / musica
Laboratorio Godot / video
Roger Torino / video
Lello Voce / poesia
Marco Lorenzin / installazione e software editor

Installazioni realizzate:
± NoWar!Project a Cresperimentart 2006
± NoWar!Project alla Prima Biennale della Illustrazione di Zagabria (2006)


ABSOLUTE POETRY ILLUSTRATO

Absolute Poetry IllustratoProgetto realizzato in collaborazione con Absolute Poetry Festival. “Absolute Poetry”, in origine, è una antologia di poesia e poesie curata da Lello Voce ed Aldo Nove, che raccoglie, come in una unica composizione a flusso, in verticale, i contributi di 45 nuovi poeti italiani. L’antologia di poesie, è stata pubblicata nel mese di Ottobre 2005 in occasione dell’Absolute Poetry - October Poetry Festival (Monfalcone il 6-7-8 Ottobre 2005), con direttore artistico Lello Voce. “Absolute poetry illustrato”, parallelamente al Festival, raccogliendo i lavori di Adriana Bidin, Alberto Valmigli, Alessandro Palmigiani, Anna Saccani, Biesta Valentina, Cesare Garuti, Daniele Davalli, Edoardo Michelon, Giuliano Cangiano, Gloria Chiavistelli, Katia Ceccarelli (Koshka), Laura Belloli, Lorella Pierdicca, Luca Somaini, Manuel Bravi, Marcello Silvestre, Marco della Fonte, Massimo Brandolin, Monica Faccio, Raffaella Cancelli, Rocco Lombardi, Scarful, Valentina Rosset, ha messo in onda al momento due installazioni.

Installazioni realizzate:
± Absolute Poetry Illustrato alla Prima Biennale della Illustrazione di Zagabria (2006)
± Absolute Poetry Illustrato a Visionaria International Video Festival (2005)


PARCO LAMBRO 1976

A cura di Luigi Loia e Marco Lorenzin
Progetto grafico e allestimento a cura dell’Associazione Culturale Ciclostile

Parco Lambro 1976Nelle giornate del 26, 27 e 28 giugno del 1976 si svolge al Parco Lambro di Milano la VI Festa del Proletariato Giovanile, organizzata dalla rivista Re Nudo.

L’installazione video propone una narrazione “dispersa” di quelle giornate, lasciando ai partecipanti la possibilità di decidere quali sequenze tagliare e montare. Lo spettatore/regista potrà montare e selezionare nuove sequenze avvicinndosi alle aree indicate che mostrano, a ciclo continuo, il blocco tematico corrispondente, ed hanno la funzione di delimitare e definire lo spazio di un rudimentale studio di montaggio.

Un film sempre diverso, naturalmente, che è soprattutto il tentativo di rileggere, riproporre e reinterpretare il lavoro realizzato dal collettivo di videoteppisti (questo è il nome che si erano dati) che insieme ad Alberto Grifi aveva ripreso nel 1976 le giornate del Festival; un’analisi a ritroso per riscoprire una macchina-cinema complessa come quella messa in piedi negli anni Sessanta e Settanta da Grifi: appropriazione e riuso del già fatto, processo artistico come montaggio, opposizione all’autorità della sceneggiatura e della regia; uno sguardo radicale e d’avanguardia, curioso e inquieto, che è riuscito più di altri ad avvicinarsi e a raccontare le lotte e le trasformazioni di quegli anni, proprio perché viste e vissute dall’interno.

Possiamo quindi parlare di un’intera generazione raccontata attraverso la musica e i concerti? Non proprio: quando iniziano i concerti Alberto Grifi volta le spalle al palco, e riprende quello che avviene intorno. Quello che le riprese dei videoteppisti ci restituiscono non sono le immagini di una Woodstock alternativa, sull’underground e la controcultura in Italia; raccontano invece l’energia e la rabbia distruttiva di un mondo in contestazione e in risposta, una soggettività antagonista agente e protagonista della propria cultura. Il pubblico non fa più da cornice allo spettacolo, occupa il palco, si trasforma in soggetto attivo e attore principale del Festival.
Era quindi necessario liberare le immagini dalla gabbia produttiva, normativa e discorsiva del cinema, e creare uno spazio dove poter cogliere e produrre l’inaspettato, contro l’organizzazione gerarchica del film, a dispetto della regia.

Installazioni realizzate:
± Parco Lambro 1976 all’interno della rassegna “Route 77. Cinema e dintorni”, Cineteca di Bologna (2007)